Lierna - "La Rocca"

Lierna è situata sulla costa orientale del Lago di Como tra Mandello e Varenna ed è composta dalle frazioni di Grumo, Casate, Mugiasco, Olcianico, Sornico, Castello, Giussana, Ciserino, Genico, Villa e Bancola.


Prende il nome dal romano "Hibernia", quartiere invernale delle truppe romane, anche se l'ipotesi più motivata è quella di origine celtica.

Alcuni reperti archeologici, ed in particolare il pavimento musivo trasportato a Palazzo Belgioioso a Lecco, presso il Museo, confermano però una presenza romana su cui si diffuse nel 1876 la Rivista della Società Archeologica Comense.


Il primo documento notarile riguardante Lierna è dell'854. Il paese, feudo del Monastero di S. Dionigi di Milano dal 1035 al 1202, fu a lungo conteso tra Milano e Como, tra i Torriani e i Visconti, proponendosi anche nel 1375 in soggezione a Varenna. Nel 1499 passò sotto il dominio del Marchesino Stanga e nel 1533 sotto quello degli Sfondrati di Cremona, feudatari della Riviera fino al 1788.


Nel 1743 avvenne la separazione amministrativa del Comune di Lierna da quello di Mandello. Nel 1619 la chiesa di S. Ambrogio divenne chiesa parrocchiale e nel 1626 fu ricostruita e ampliata. Antonio Anzani, rettore, fu il primo parroco di Lierna.


Il paese era in perenne contesa con Esino per i diritti sui boschi e con Varenna per i diritti di pesca nei confini. Il paese ha fornito vasta emigrazione nella seconda metà dell'Ottocento e nei primi decenni del Novecento, in particolare verso l'Argentina e l'Uruguay, dove molti abitanti della città si sono distinti in attività industriali, agricole, artigianali e artistiche.


I Balbiani e i Pini fecero fortuna con produttori di liquori in Argentina, Bartolomeo Panizza fu allevatore in Uruguay, Davide Giosìa Barindelli avviò un grande laboratorio di falegnameria a Buenos Aires. Giuseppe Lelio Balbiani fondò numerose fattorie. Emilio Bonesatti è stato direttore generale delle entrate a Buenos Aires. Altri Bonesatti si sono invece distinti nella musica, sia come studiosi che come concertisti.


Splendide ville impreziosiscono il paese e quasi alla fine del paese in direzione di Varenna si trova la magnifica Villa Pini, nel cui giardino si trova una freschissima sorgente di acqua ferruginosa. Gli ulivi (un tempo anche molte viti) ricoprono il pendio su cui si estende l'abitato oltre la vecchia strada statale che lo attraversa fino al lago dove, in località Riva Bianca, un antico castello mostra i suoi ruderi.


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